Autori

Mauro Corona – Paolo Cognetti

27 Maggio

ore 18:30

Piazza della Libertà

La passione per la montagna unisce Mauro Corona e Paolo Cognetti, che con il suo primo romanzo Le Otto Montagne (Einanudi) ha ottenuto numerose critiche positive e la candidatura al Premio Strega.

Paolo Cognetti nasce a Milano il 27 gennaio 1978. Ha cominciato a scrivere verso i diciotto anni e ha esordito come narratore nel 2004 all’interno dell’antologia La qualità dell’aria curata da Nicola Lagioia e Christian Raimo. Negli anni successivi ha pubblicato le due raccolte di racconti Manuale per ragazze di successo (2004) e Una cosa piccola che sta per esplodere (2007) e il “romanzo di racconti” Sofia si veste sempre di nero (2012), tutti usciti per minimum fax, vincitori di numerosi premi. In montagna, Cognetti trascorre in solitudine alcuni mesi all’anno. Da questi eremitaggi è nato un diario, Il ragazzo selvatico del 2013. Nel 2016 è uscito per Einaudi il suo primo romanzo in senso stretto: Le Otto Montagne (Einanudi) che ha ottenuto numerose critiche positive e la candidatura al Premio Strega.

Mauro Corona è nato a Erto (Pordenone) nel 1950. È, scultore, arrampicatore e autore di numerosi bestseller come: Il volo della martora, Le voci del bosco, Finché il cuculo canta, Nel legno e nella pietra, Aspro e dolce, L’ombra del bastone, Vajont: quelli del dopo, I fantasmi di pietra, Storia di Neve, La fine del mondo storto (premio Bancarella 2011), La voce degli uomini freddi (finalista premio Campiello 2014), Una lacrima color turchese, I misteri della montagna, Favola in bianco e nero, La via del sole e delle raccolte di fiabe Storie del bosco antico e Torneranno le quattro stagioni, editi da Mondadori. Ha pubblicato anche La casa dei sette ponti (Feltrinelli 2012) e Confessioni ultime (Chiarelettere 2013).

Quasi niente

Quasi niente ha il sapore antico delle storie narrate un tempo davanti al focolare. Storie che intrattenevano liberando sapienze semplici ed essenziali, di cui oggi si sente la mancanza. In quest’epoca frenetica dominata dai miti del successo, della vittoria a ogni costo e dell’arricchimento, Corona e Maieron portano un contributo diverso e spiazzante. Parlano di sconfitta, fragilità, desiderio, pace interiore, lealtà, radici, silenzio, senso del limite, amore, rievocando personaggi leggendari come Anna, Silvio, Menin, Tituta, Tacus, Orlandin, Cecilia, Tin, il trio Pakai e molti altri. Questo libro nasce dall’incontro tra due grandi amici che, in una conversazione appassionata e godibilissima, alternano delicatamente storie, aneddoti, riflessioni e citazioni. L’ultima traccia di un mondo ben diverso da quello in cui viviamo oggi.

Le Otto Montagne

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono Grana, un paesino ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorre tutte le estati in quel luogo, e ad aspettarlo c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole. Ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri.

Intervistati da Samuele Govoni, La Nuova Ferrara

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